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Alla scoperta dei dinosauri perduti

Il progetto didattico

L’esperienza che di seguito verrà presentata, la costruzione cooperativa di una narrazione multimediale, è nata a seguito di una visita didattica effettuata al Museo di Geologia e Paleontologia “Giovanni Capellini” di Bologna dalla sezione dei bambini di 5 anni della Scuola dell’Infanzia Riola “Ponte” dell’Istituto Comprensivo di Grizzana Morandi (BO), partecipando ad un itinerario tematico promosso dal Museo: “Piedino….un dinosauro tra fantasia e realtà”.
Gli obiettivi prefissati fin dall’inizio erano di rendere i bambini consapevoli che allacciare relazioni cooperative favoriva lo scambio, l’accettazione dell’altro e permetteva di condividere le regole di convivenza.
La sezione è composta da un gruppo di ventisei tra bambini e bambine di cui ventitre di cinque anni e tre di 4 anni, inseriti nel gruppo all’età di due anni e mezzo come “anticipatari”.
Osservando i bambini, fin dal loro ingresso all’età di tre anni, sono state colte manifestazioni esterne che hanno messo in evidenza quanto il gruppo sezione non fosse coeso a livello relazionale pertanto sono state adottate alcune tecniche che ci hanno permesso di produrre una rappresentazione grafica delle relazioni interpersonali. Gli strumenti utilizzati il Sociogramma di Moreno e la griglia sociometrica sviluppata da Susan Mastres e Lucile Tambara.
I vari sociogrammi realizzati nel tempo hanno favorito la formazione di gruppi in varie attività didattiche e favorito lo sviluppo di capacità di “fare gruppo”. Per promuovere l’approccio cooperativo abbiamo utilizzato degli esercizi e giochi di formazione alla cooperazione.
Nel circle time i bambini hanno definito tutti gli aspetti che volevano realizzare. Abbiamo accompagnato i bambini a definire e determinare gli aspetti che volevano approfondire e sono stati individuati gli argomenti che avevano incuriosito e/o colpito maggiormente: La visita al Museo, i paleontologi, i fossili, il Diplodoco, gli erbivori e i carnivori, la scomparsa dei dinosauri.
Per realizzare l’attività didattica, noi insegnanti abbiamo tenuto conto delle scelte fatte dai bambini. Sono stati formati sei gruppi di lavoro eterogenei di cui due gruppi composti da cinque bambini e quattro gruppi composti da quattro bambini ciascuno.
I momenti dell’esperienza sono stati realizzati durante la compresenza delle insegnanti, così tre gruppi di lavoro restavano all’interno dell’aula con una insegnante mentre il resto del gruppo dei bambini, con l’altra insegnante, erano impegnati in differenti attività e in altri spazi della scuola.
Nel corso dell’attività didattica le insegnanti si sono scambiate sia i ruoli che il gruppo dei bambini, per permettere ad entrambe di sperimentare il metodo e per confrontarsi successivamente, sulle problematiche, sui dubbi, sui risultati che via via emergevano dall’attività.
Attraverso l’elaborazione di questa esperienza volevamo stimolare il processo di apprendimento tra pari e migliorare il clima relazionale e la collaborazione nella sezione quali fattori incidenti nel processo di apprendimento. Crediamo di esserci riuscite almeno in parte anche se siamo consapevoli che ciò di cui abbiamo più bisogno è una maggiore formazione e pratica per poter adottare questo metodo ed estenderlo a tutte le attività didattiche.
Possiamo concludere affermando che l’uso del metodo cooperativo in una scuola dell’infanzia richiede un grande sforzo: non è facile, ma ne vale la pena.