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"La scuola fa storia"

Il progetto didattico

Il progetto nasce dall'idea di realizzare un cortometraggio sul confronto tra la scuola dei giorni nostri e la scuola dei nonni. La proposta vuole avviare gli alunni al metodo della ricerca attraverso l'analisi delle fonti.
A ottobre viene presentato il progetto a tutta la classe che si dimostra entusiasta soprattutto perchè il giorno seguente saremmo andati ad esplorare il vecchio palazzo scolastico. Molti bambini ipotizzano di trovarci foglie e paglia, ragnatele e sedie di legno. Durante la visita i bambini si dimostrano curiosi, osservano tutto. Qualcuno scatta delle fotografie, un alunno, a turno, filma con la videocamera. Al rientro in classe discutiamo insieme per arrivare a formulare delle domande da fare ai nonni per confrontare la scuola di una volta con la scuola di oggi e arriviamo alla formulazione collettiva di un questionario.
Dopo aver intervistato i nonni raccogliamo i dati: gli alunni leggono le loro risposte e io scrivo sulla LIM i dati forniti. I bambini non si limitano solo a leggere i dati, ma aggiungono aneddoti e raccontano episodi particolari narrati dai nonni.
Cominciano ad arrivare a scuola anche oggetti di una volta: un vecchio pennino, un astuccio di legno, una mezzaluna assorbente, tante pagelle, ...
Ma la cosa che più entusiasma gli alunni è l'arrivo in classe della maestra Olga che, fatta accomodare alla cattedra, è bombardata di domande. I bambini poi scrivono delle letterine all'insegnante per ringraziarla. L'arrivo della maestra Olga offre lo spunto per raccontare insieme l'esperienza utilizzando due diverse tecniche di scrittura, le scene da connotare e l'organizzatore anticipato, per dare la possibilità a tutti di esprimersi a seconda delle proprie capacità.
Con la maestra Sandra gli alunni, a coppie, costruiscono i grafici in exel dei dati raccolti nelle interviste.
Arriva poi una lettera bellissima dalla maestra Cesira: la scannerizzo e la proietto alla LIM per ricavare insieme agli alunni una tabella evidenziando i dati da confrontare con colori diversi.
A scuola nel frattempo continuano ad arrivare un sacco di oggetti, li fotografiamo e li mettiamo a confronto con i loro corrispettivi odierni; ciò ci permette di scrivere testi descrittivi chiari ed essenziali.
Proietto anche alla LIM una serie di immagini del passato trovate nell'archivio Indire e lascio liberi gli alunni di commentarle. Tutti colgono le differenze e trovano anche piacevolmente conferma di ciò che i loro nonni e le maestre Olga e Cesira avevano detto.
Andiamo poi al museo etnologico del paese per osservare da vicino gli oggetti del passato. Il percorso poi viene visualizzato alla LIM con Google Maps.
A dicembre mettiamo ordine a tutto ciò che fino a quel momento abbiamo realizzato: proietto tutte le foto realizzate e ricostruiamo l'intero percorso; scegliamo anche gli argomenti e i sottoargomenti da utilizzare per la narrazione; dopo ampia discussione, procediamo per votazione. Scriviamo i testi e realizziamo le registrazioni dividendo equamente il carico di lavoro. Tutti gli alunni partecipano a questa fase con entusiasmo.
Ma la cosa che maggiormente coinvolge gli alunni è la realizzazione del cortometraggio: indossano i grembiuli, usano un vero pennino con l'inchiostro, fanno le operazioni col pallottoliere. Anche all'intervallo mi chiedono spesso di scrivere con l'inchiostro.
Al termine del progetto sottopongo agli alunni un questionario che mi dimostra come l'esperienza sia stata positiva sotto tutti gli aspetti. Anche i bambini più timidi si sono aperti al dialogo, tutta la classe sta imparando a lavorare insieme per uno scopo comune, i bambini in difficoltà nella lettura hanno voluto comunque leggere le loro parti e si sono sentiti soddisfatti ed apprezzati dai compagni (le avevano addirittura imparate a memoria!)
E' nata una tenera amicizia con la maestra Olga che è diventata la "mascotte" del nostro progetto. Prima di Natale è tornata a trovarci con un piccolo tesoro: un dizionario della lingua italiana del 1865 che, come ci ha fatto notare, non contiene la parola bicicletta e alla voce aereo riporta la seguente definizione: cosa simile all'aria!
Nel commiatarsi mi ha lasciato un biglietto il cui testo riporto qui fedelmente:
"Carissima Flavia,
grazie per avermi accolto con tanto affetto. Ho respirato tanta gioia e serenità nella sua classe. Complimenti per il gran lavoro. Sono certa che i suoi bimbi cresceranno arricchendosi di nozioni e di grandi valori trasmessi con grande amore. Possa essere ricambiata con soddisfazioni e riconoscenza.
Con affetto Olga"